Aspettando i Luna Pop, mi “innamoro” di Missiroli

Nell’attesa di sposare un Luna Pop ho deciso di “innamorarmi” della scrittura di Marco Missiroli. Facciamo una deviazione dai concerti e passiamo alla sezione libri (Anna è in vacanza in Grecia dove sta scattando le foto per il calendario 2017/2018 e non se ne accorgerà 🙂 ) – perchè questo autore, riminese, classe 1981, merita davvero.

L’ho conosciuto grazie a “Senza coda”. Non ne avevo mai sentito parlare, ho comprato il libro seguendo l’istinto, come capita nella maggior parte dei casi.

Una storia che vede protagonista Pietro, un bambino che ama collezionare code di lucertola e che si troverà a fare i conti con la realtà degli adulti. Una realtà spietata. L’innocenza dell’infanzia si scontra con un mondo dove domina sangue e potere. Una storia che ti lascia addosso l’odore dei seminterrati e della colla, della terra e della polvere. La tensione e la paura di un bambino, la delusione e le lacrime, la violenza e la cattiveria degli adulti.
Il rapporto tra un padre-padrone e suo figlio, un mistero da risolvere nel contesto di una realtà italiana che è quella dei soprusi e della violenza. Una sola via d’uscita: il mondo dei sogni su una Bianca parcheggiata in garage con la quale andare al mare, a tutta velocità.

Una storia che non ha una collocazione geografica precisa e non svelta il periodo storico in cui si svolge. Per buona parte del libro ho quindi immaginato fosse ambientata in un tempo passato (alcuni dettagli ti aiutano a farlo) ma poi mi sono resa conto che é anche una storia dei nostri giorni.

2. Dopo “Senza coda”, ho comprato “Atti osceni in luogo privato”. Sì, è quello con il sedere in copertina. E’ il suo ultimo libro ed è quello dove senti la crescita dell’autore, la capacità di entrare più a fondo nelle questioni, la libertà di scrivere anche un pò per se stessi. Durante la lettura mi sono chiesta più volte quanto ci fosse di autobiografico nella storia (ad esempio, i libri che cita sono i suoi preferiti?).
Una storia che si snoda tra una Parigi sognate e ovattata e una Milano razionale e dura, rispecchiando le fasi di crescita del protagonista del romanzo. Il suo nome è Libero e la sua missione è nel nome.
Il romanzo racconta la sua crescita, dall’infanzia all’età adulta, con il cuore che fa bene e che fa male e l’anima che cerca la sua strada. Al contrario di quanto si possa pensare dal titolo o dalla copertina non è un romanzo a sfondo erotico, il sesso è scoperta e crescita ma soprattutto ricerca dell’amore e di se stessi. Belle le figure femminili del libro, in tutti i loro aspetti.

3. E quindi, volete non leggere “Il senso dell’Elefante”? Letto, tutto d’un fiato. Ai personaggi della storia ci si affeziona e il finale è a sorpresa, inatteso, almeno lo è stato per me. Ma su questo non posso diare altro…
Protagonista è Pietro (si chiama anche lui così, come il bambino di “Senza Coda”), il portinaio del palazzo che con le sue chiavi apre appartamenti, lasciando uscire storie. La sua vita e quella degli altri si intrecciano raccontando rapporti del presente e del passato. Madre figlio, padre figlio, moglie e marito, amanti, compagni di vita che, in qualche modo, cercano il confine tra loro stessi e gli altri.  “Quello era il senso dell’elefante e di ognuno di loro, padri, la devozione verso tutti i figli.” Leggetelo.

Vi farò sapere come sono “Bianco” e “Il buio addosso”, forse. Perchè in realtà questo blog è nato per parlare di musica ma un piccola deviazione ci sta. Insomma, bravo Missiroli.

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