Milano – Cesare Cremonini a San Siro 2022: “Finalmente libero”

Non è stato tornare ad un concerto, è stato tornare Al concerto. Quello che si aspetta per davvero e vai a ricordarti dove hai messo il biglietto. Di sicuro è in cassaforte.

San Siro (Milano), atmosfera elettrica, un caldo soffocante e un braccialetto al polso allacciato stretto che ti assicura un posto in prima fila, prato gold, come solo le vere fan. E che nessuno si permetta di rubarti quella posizione conquistata a spintoni e lunghe attese, per ore. Il concerto di Cesare Cremonini ha una tabella di marcia da rispettare, da sempre: si arriva presto e si prende il miglior posto possibile, e che non sia lontano più di 2 metri dal palco. 

Cesare Cremonini è tornato in forma più che mai, con le sue giacche di paillettes e senza il bisogno di dimostrare più niente a nessuno. Si diverte, balla, canta e porta in scena lo show che probabilmente ha sempre sognato di regalare al pubblico degli stadi: ora può permettersi quello che vuole. E così, il pubblico di San Siro se lo prende tutto, a costo di soffrire di vertigini su una passerella mobile che lo fa girare da un lato all’altro del pubblico.

Sul palcoscenico porta l’artista che è stato e quello che è diventato: la scaletta è un equilibrio perfetto tra i pezzi del nuovo album (La ragazza del futuro) e i brani ormai evergreen di una carriera che è iniziata più di vent’anni fa, nei tempi in cui andavano di moda le winston blu (chissà se le fuma ancora).

Passa quindi dal cantare chitarra e voce, a momenti disco dance dove balla tra luci e una mega scenografia 3D di supporto, fino ai grandi classici. Non perde un colpo, è una rockstar che gioca con il microfono come gli ha insegnato Freddie Mercury, ma anche il “solito” giullare di corte, il poeta che recite le sue strofe, il cantautore bolognese con la z marcata, il liceale che scriveva i testi sul banco di scuola. 

Insomma, questo tour porta in scena uno spettacolo che ha dentro tutto il Cesare Cremonini che conosciamo e qualcosa di più. Questa volta il ragazzino di 50 Special ha lasciato spazio, per davvero, ad un artista fatto e finito che non perde la leggerezza, ma sa quel che vuole. E poi, finalmente, che bello vedere un artista bolognese sul palco con il suo omaggio a Lucio Dalla. 

E quanto orgoglio, uscendo da San Siro, in mezzo a 65 mila persone, dopo due ore e mezza di spettacolo filato, tra “fiamme di fuoco” e festoni sparati in aria, raccontare a tutti, urlando un pò, “io sì che lo seguo dall’inizio. io sì che lo sapevo. io sì che ve lo avevo detto. io sì che ci ho visto giusto dall’inizio”. E comunque Cesare, siamo proprio diventati grandi. Buon tour. Io ti amo sempre. Quando vuoi ci rivediamo ad un tuo concerto e ricominciamo.

Adelia Brigo

La foto è di Raffaele Della Pace

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