Ho scritto 2 cose su Pesto di Calcutta (ma era solo per farvi incazzare).

Sarò brevissima. E’ uscito a mezzanotte del 2 febbraio (come altri in questo periodo, vedi “i Ministri” con Fidatevi  il 29 gennaio).

E’ Pesto, l’ultimo singolo di quel genio del male con le occhiaie che risponde al nome di Calcutta. Ascoltata solo 3 volte sul tratto del treno Morosolo-Casciago / Cocquio Trevisago (per chi chiama da fuori Varese: sono paesi sperduti tra i laghi e i monti sulla linea Milano Cadorna / Laveno Mombello). E sulla via di casa già cantavo “Ueeeee deficieeeenteeee” (a squarciagola perché tanto alle 21:40 a Cocquio Trevisago non c’è nessuno per strada se non io e una cinesina con il giubbino rosa).

https://open.spotify.com/embed/track/6PQqchEoE1JR2QNPN7lXz0

E’ un brano che avrebbe potuto cantare tranquillamente Riccardo Fogli a Sanremo nel 1987. Un pezzo sanremese a tutti gli effetti, che parla di una storia d’amore finita (che noia), banale, scontato. Con il ritornello che permette di sfoderare tutte le invisibili doti canore di Calcutta.

Poi il genio del marketing emerge in tutta la sua forza. “Mangio il buio col pesto“, un piatto tipicamente ligure e casualmente il singolo esce ad una settimana dal Festival della Canzone di Sanremo. Coincidenze? Io non credo. 🙂

E poi la copertina del singolo: un bel piatto di spaghetti tricolore, pomodoro, grana e pesto (di @vnlest1982 su Instagram) come sui menù di quei ristoranti anni ’80 con il pianista con la giacca in lamet che suona con la pianola “Mare profumo di mare” il sabato sera (menù che sicuramente ho visto in riviera romagnola -a Cattolica mi pare- non più di qualche anno fa).

W l’Italietta, quella del festival di Sanremo, della canzonetta neomelodica che parla d’amore, quella attaccata ai cliché anni ’80, quella dei politici che non cambiano mai da decenni a questa parte. Quella che non vuole mai osare o crescere.  Nostalgica e che rimane saldamente ancorata a quegli anni.

E che Calcutta ha saputo tradurre e condensare musicalmente in una canzone (un vero e proprio prodotto commerciale).

Curiosi di vedere se riempirà lo Stadio di Latina o l’Arena di Verona quest’estate? Io molto. Anche se credo che “anche se suonassi al Colosseo, caro Calcutta, sul palco nun te se vede lo stesso. Sei un genio del marketing, indubbiamente. Ma nano sei e nano rimani”. 😉

Anna

hello@iamoftheidea.com

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